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| MUSICA ROVINATA Vol. 2 // "Generazione senza dischi" FREE DOWNLOAD |
Ieri era il Primo Maggio. Musica Rovinata ha scelto di festeggiare le festa dei lavoratori creando il Vol.2 delle sue compilation in free download. "Generazione senza dischi" vuole raccogliere 18 fra le band emergenti che più ci hanno stupiti negli ultimi mesi. Scopriamole insieme.
Credits:
artwork e tracklist di Francesco Caprai. Si ringraziano tutte le band per l'entusiasmo con cui hanno accolto l'idea di questa compilation, e le etichette e gli uffici stampa che ci hanno dato una mano a raccogliere tutto il materiale. E poi ovviamente grazie a voi che sostenete Musica Rovinata.
1. Der Noir
"Stranger's eye"
Non è un discorso di fare dark, o di essere dark etc. C'è qualcos'altro. Non c'è lo scuro qui. C'è il nero. Un tunnel, uno spazio chiuso, piuttosto piccolo per giunta. Dove si respira male, e quindi lo si fa regolarmente. Intervalli regolari. Si sta immobili, senza sprechi. Beat minimali sul quale si muovono basso e chitarra anche questi dritti, senza mai perdersi in ciò che non servirebbe alla causa. Una voce, quella di Manuel, enorme.
2. Miriam Mellerin
"Parte di me (feat. Diletta Casanovas)"
I Miriam Mellerin sono una delle band più promettenti della scena alternative rock italiana, specie se si considera la loro giovanissima età (21 anni di media). Il loro album d'esordio è un disco complesso, che fonde le influenze di band come Il Teatro degli Orrori con il sound internazionale di Shellac e Jesus Lizard. Questo brano, "Parte di me", è poi impreziosito dal featuring con Diletta, voce dei The Casanovas.
3. Le Case del Futuro
"Miranda"
Se "Luertole", debut album de Le Case del Futuro è un disco con mille influenze diverse e momenti di pura sperimentazione, "Miranda" resta uno dei gioielli pop dell'anno. Una canzone perfetta, con sonorità fresche ma allo stesso tempo che sanno attingere sia dalla tradizione brit che quella indie USA. E nella sua semplicità, "Miranda" è il brano che mancava nella scena indipendente italiana.
4. STRi
"Coeur Caché"
La sorpresa della musica elettronica italiana del 2012. "Canyon" è un disco meraviglioso, e "Coeur Caché" è la primizia che lo apre. La carta vincente degli STRi è quella di aver saputo mettere insieme suoni ricercati che ipnotizzano con con una melodia costante capace di emozionare. Uno dei dischi dell'anno.
5. Love the Unicorn
"Back to '98"
La band romana debutta quest'anno con il loro primo EP. Solo tre brani, ma che bastano a farci capire una cosa: i Love The Unicorn sono l'unica band passata da queste parti ad essere riuscita ad attingere a piene mani dal repertorio indie rock inglese di metà anni '00 creando qualcosa di buono. Anzi, di ottimo, perché "Back to '98" è un brano coinvolgente per ritmi e melodie, che di sicuro vi martelleranno in testa per un bel po'.
6. Abiku
"Vieni a vivere con me (Quando ti addormenti)"
La forza degli Abiku? aver messo lo shoegaze nel pop. E viceversa. E' una band di cui si sentiva la mancanza, e già questa è una notizia. "Vieni a vivere con me (Quando ti addormenti)" rappresenta benissimo il fascino del loro disco d'esordio, "Technicolor", uno dei dischi d'esordio più riusciti degli ultimi tempi.
7. Dream Trucks
"Never been here"
Sono la band più misteriosa dell'attuale panorama musicale italiano. Niente social network, niente concerti in giro, e questa è probabilmente l'unica loro foto che troverete. E allora com'è che To Lose La Track li ha scelti per aprire la sua "Serie elettronica"? Semplice, perché i Dream Trucks hanno tirato 4 canzoni di musica elettronica strabilianti. Un sound minimale ma ricercato, visionario ma concreto. Da scoprire.
8. Riviera
"Megapesa"
Il 2011 è stato l'anno dell'emo-core. E sul finire dell'anno sono usciti fuori anche questi Riviera, che torneranno a brevissimo con il loro EP stampato niente meno che dalla Sons of Vesta. A differenza di molte altre band simili, l'approccio dei Riviera sembra molto più punk e meno artefatto, con sound genuino ma capace di prenderti a pugni.
9. Seaside Postcards
"Strange Days"
In una compilation dedicata ai migliori artisti emergenti di questi mesi, non poteva mancare una band che rappresentasse la magnifica scena pesarese dedita al post punk e che ha fatto della della città marchegiana una piccola Manchester di fine anni '70. I Seaside Postcards rappresentano al meglio questa scena, con un EP d'esordio davvero convincente.
10. † ROVINA †
"90s"
I † ROᗐINA † hanno un'estetica davvero forte. Ma questa non sarebbe abbastanza per far parlare se non ci fosse stata alla base la musica. Il punk-hardcore violento dei † ROVINA † si propaga in brani da un minuto o poco più, in cui la band trasforma lo stile in energia pura. Un ep d'esordio di quattro brani, quattro schegge impazzite per un totale di 5 minuti di fuoco.
11. Heisenberg
"Punto Omega (Dove il cuore è lontano da tutto)"
Un po' di Roma in questa "Generazione senza dischi" non poteva mancare. Ci pensano gli Heisenberg, band della Capitale che definire emo-core è un po' limitante. Perché dentro gli Heisenberg c'è di tutto: dalle strutture complesse del post rock alla rabbia del hardcore più cattivo. Una delle autoproduzioni più interessanti degli ultimi mesi.
12. Verbal
"Double D Marvin"
In poche settimane, i Verbal sono diventati fra gli alfieri della nuova e prolifica ondata post rock italica. Un esordio eccezionale il loro, dove chitarre elettriche si intrecciano per creare atmosfere davvero irripetibili. "Double D Marvin" è il pezzo che apre il oro album d'esordio, ed è l'emblema della potenza di questa band che ha davvero scombinato le carte in tavola della musica strumentale italiana.
13. Anelli Soli
"La classica scena"
Non poteva mancare la Sicilia in questa compilation. Ci pensano gli Anelli Soli, fantastico trio che mette insieme il meglio di gente com Il Pan del Diavolo, Dimartino e Iosonouncane messi insieme, con un mix di melodia e sperimentazione sonora. Una band fra le più promettenti della scena italiana, e testimonianza viva che il Sud è a dir poco in salute.
14. Marco Spiezia
"Scaramouche"
Diviso fra Napoli e la Cornovaglia, Marco Spiezia tira fuori dal cilindro una sorta difolk ma di quello che ti fa voglia di ballare in un bar come e con degli ubriachi irlandesi, che ti fa voglia di abbracciare all'istante una chitarra acustica e suonare qualche giro di accordi. La semplicità e la melodia come bandiera di un autore più che interessante.
15. SuperTempo
"Love soup"
Ho ascoltato il loro EP già non so quante volte, in modo che mi sembrasse di avere a disposizione più tracce. Un disco tutto così sarebbe davvero bellissimo. Così come? Un garage pop schietto, vicino anche a certo punk italico in voga a fine '90 e che il me 15enne adorava, vedi Manges e Crummy Stuff.
16. Vacanza
"Palma"
I Vacanza sono napoletani, e fanno screamo. Partiamo dalla voce, come sempre nel genere nascosta in mezzo agli strumenti. Qui non si urla. Si grida. E la differenza fra i due termini sta nella loro fonetica, e si può così capire che questa è una voce stridula, inquietante. Sembra un maniaco diciamo. Quindi tutto perfetto.
17. Walking the Cow
"River P."
C'è del carattere, della personalità che traspare non solo dalla vocalità di Michelle, ma anche dal costrutto musicale su cui questa si muove. Suoni spesso non convenzionali, sia per strumentazione sia per quanto riguarda le scelte stilistiche. Si definiscono "avant-folk", e credo proprio che c'abbian preso i ragazzi.
18. My Speaking Shoes
“Plastic knives and blooooood everywhere”
Le voci femminili io da sempre le vedo meglio su altre robe, è proprio una questione di gusti. Ed invece non ce n'è, qua è perfetta. Provare per credere: "Plastic knives and blooooood everywhere" è una mina. In più, la capacità della band di spaziare tra sonorità e influenze diverse, il fatto che pochi suonino cose del genere in questo momento fa sì che i My Speaking Shoes siano una realtà davvero bella.
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